Antonio Tramontano, un artista vero

Chi mi conosce sa delle preferenze che nutro nei confronti dell’arte monocromatica, pertanto prima di parlare di Antonio Tramontano ritengo doveroso ribadire questa mia passione per non passare per quello che scrive di artisti a prescindere dal loro stile e per porre all’attenzione che le mie impressioni sulle opere di Tramontano sono sì di parte ma per gli stessi motivi sono anche assolutamente convinte.

Tramontano 2Un’altra premessa che ritengo doverosa fare è quella legata alle difficoltà, alle abilità, alle competenze richieste e necessarie per poter realizzare un dipinto monocromo, precisazione dovuta al fatto che quanti non conoscono le tecniche pittoriche potrebbero ipotizzare di una procedura semplice, senza difficoltà alcuna e del fatto che, conseguentemente, chiunque potrebbe essere in grado di ottenere un dipinto di un solo colore. Teoria assolutamente lecita, plausibile, ma vera solo in parte, molto in parte, perché un conto è dipingere una parete o una tela di un solo colore (monocromatica), altra storia è la realizzazione di un monocromo “costruendo” un risultato finale ottenuto dalla somma di diverse stesure di vari colori, di cui ognuna di esse deve agire su quella sottostante e deve influenzare quella ancora da sovrapporre. Per gli artisti “monocromatici” tali stesure, o passaggi di colore, non sono mai casuali ma sono sempre studiate, ponderate al fine di ottenere esattamente l’opera che si aveva in mente di realizzare con le sfumature e le trasparenze che la dovranno rendere sì monocromatica ma anche ispiratrice di percezioni  e di stati d’animo diversi, intimi e personali.

A prescindere da quanto appena detto, nel caso di Antonio Tramontano subentrano anche altri fattori qualitativi e determinanti su quelle che sono le sue opere, ovvero la scelta molto attenta dei materiali da utilizzare a partire dai telai e dai listelli che dovranno proteggere i dipinti, passando per i pennelli e per finire alle tele e ai colori. Qualcuno potrebbe obiettare: ma perché, un dipinto realizzato con materiali più economici è “peggiore” di uno realizzato con prodotti di qualità? Prima di rispondere a tale quesito occorre precisare che se si parla di qualità non ci si riferisce alla “bellezza” (concetto molto personale e non quantificabile) dell’opera ma esclusivamente ai supporti e ai materiali utilizzati. Rispondo al legittimo dubbio del lettore ponendogli una mia domanda: ma un cassettone in massello o in altro legno pregiato ha la stessa valenza, la stessa stabilità e la stessa durata di un mobile similare acquistato presso il miglior negozio di bricolage, da montare in proprio sperando che come spesso accade non avanzino dei pezzi? Ecco, nella risposta a questo interrogativo c’è la spiegazione del fatto che anche quando si parla di opere d’arte occorre tener conto del fattore “qualità”. Nel caso dei colori, per esempio, se potessimo confrontare due dipinti aventi lo stesso soggetto ma realizzati con tipologie e marche di pigmenti di diversa qualità vedremmo certamente una diversa luce proveniente da ognuna delle due opere, e sicuramente noteremo che quella che scaturisce dalle miscele di maggior qualità sarà più significativa rispetto all’altra.

È ovvio che non dovremo mai “misurare” i dipinti o le sculture soltanto per la qualità dei materiali utilizzati per la loro realizzazione, perché questi evidentemente dovranno essere anche adeguatamente utilizzati e, soprattutto, padroneggiati con competenza dall’artista il quale, inoltre, dovrà caratterizzare con la sua personalità tutto ciò che intende utilizzare.

E a questo punto, finalmente, possiamo parlare di Antonio Tramontano, un vero artista sia per quanto concerne gli studi accademici sia per la sua carriera professionale. Docente di materie artistiche nella scuola pubblica, egli è un riferimento per gli artisti molisani in quanto si dedica con passione anche alla promozione culturale nella sua regione tanto da essere molto apprezzato ed amato dai suoi colleghi. La sua pittura monocromatica proviene da una iniziale figurazione surrealistica, che però pur essendo funzionale non gli dava quegli stimoli e quelle soddisfazioni che oggi ha e riceve dai dipinti apparentemente di un solo colore.

Tramontano 3Tramontano preferisce le grandi tele, ancora più complesse da “riempire”, alle superfici medie e piccole nelle quali comunque si esprime in maniera eccezionale. Ma in realtà è proprio nei suoi grandi dipinti, rigorosamente quadrati, che si evidenziano le competenze e la continua ricerca trascendentale che a opera conclusa fuoriescono in maniera prorompente dai colori stesi sulla tela. In alcune occasioni crea anche dei polittici, ma sempre utilizzando tele quadrate disposte di fianco in maniera orizzontale. Antonio, oltre che essere veramente bravo, è un personaggio umile e discreto che ama il confronto e lo studio dei grandi maestri, cosa non sempre usuale fra coloro che si professano “artisti” e questa caratteristica, per me, già lo rende meritevole di attenzione da parte degli esperti del “sistema arte”.

Il suo sogno? Una mostra nel Museo della Abbazia di Montecassino, dove certamente la spiritualità che scaturisce dalle sue opere potrebbe degnamente confrontarsi con la sacralità di uno dei siti religiosi più importanti al mondo e certamente la sua produzione non sfigurerebbe con quella di chi ha già avuto questo privilegio. Conoscendo molto bene il livello degli artisti che dal 2019 hanno potuto esporre nell’Abbazia di Montecassino (Renato Mambor, Elio Marchegiani, Riccardo Guarneri, Franca Pisani, Paola Romano, Franco Marrocco, Raffaele Cioffi, Alberto Gallingani, Alan Bee, …) sono convinto che questo desiderio non sia una utopia.

Antonio Tramontano vive e lavora a Penne, un delizioso borgo attaccato alla città di Isernia.

Roberto Capitanio